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ALLA SCOPERTA DELLA QUINOA

Sempre più spesso si sente parlare di quinoa, un alimento già molto noto all’interno del mondo vegano e tra i celiaci, ma ora sempre più presente su tutte le tavole.

Si potrebbe pensare ad una delle solite “mode” che passeranno con il tempo, ma la quinoa ha tutte le carte in regola per aggiudicarsi una permanenza duratura all’interno della nostra dieta, infatti il consumo di quinoa è aumentato vertiginosamente in soli 7 anni, determinando una triplicazione del suo prezzo.

La sua richiesta odierna potrebbe benissimo essere paragonata a quella di tutti i cereali che consumiamo quotidianamente, anche se di fatto un cereale non è!
 Si tratta infatti di una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Chenopodiacee, ovvero la stessa famiglia di spinaci e barbabietola, ma a causa del suo elevato contenuto di amido è paragonabile agli altri cereali, pertanto rientra nella categoria degli pseudo-cereali.


La coltivazione della quinoa nacque nell’America del Sud, più precisamente in Perù e in Bolivia, e raggiunse il suo vertice nell’epoca precolombiana, dopo la quale, a causa di motivi religiosi, venne quasi completamente eliminata dai conquistatori europei. Oggi stiamo assistendo ad una vera e propria reintegrazione della sua produzione commerciale, principalmente dovuta alle sue considerevoli proprietà nutrizionali.
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La quinoa è un alimento molto energetico, infatti fornisce circa 370 kcal per 100 g di prodotto, questo perché contiene un’alta quantità di carboidrati complessi, paragonabile al contenuto medio di carboidrati presente in tutti gli altri cereali. 
Una delle caratteristiche che la contraddistinguono è l’elevato contenuto proteico che raggiunge il 14% della sua massa totale, e l’alto valore biologico delle sue proteine, che contengono un’importante dose di amminoacidi essenziali che devono essere introdotti con la dieta, poiché il nostro corpo non è in grado di sintetizzarli ex novo.

L’assenza di glutine, un’altra caratteristica unica, permette a questo alimento di rientrare nella dieta di chi soffre di celiachia. Ma non è finita qui, perché la quinoa detiene una basso contenuto di grassi, all’interno dei quali spicca una discreta quantità di acidi grassi insaturi, è ricca di fibre e sali minerali ed è considerata una cospicua fonte di vitamine del gruppo B, di vitamina C e di vitamina E.

Tutto questo rende la quinoa un importante moderatore dell’indice glicemico (utile per chi soffre di patologie come il diabete), un riduttore della colesterolemia (quindi gioca un ruolo fondamentale anche in presenza di patologie cardiovascolari) e un apprezzabile antiossidante che contrasta l’invecchiamento e la degenerazione cellulare.


Un piccolo difetto è rappresentato dalla presenza di saponine, delle molecole complesse che vanno a costituire un rivestimento protettivo dei semi di quinoa; queste molecole hanno un sapore piuttosto amaro e possono essere nocive per l’organismo, in quanto alterano le membrane cellulari, ma possono essere facilmente eliminate lasciando i semi in ammollo per circa 30 minuti.


Per concludere la quinoa rappresenta un alimento completo, compatibile con molte patologie o scelte etiche. Se cotta può essere abbinata a qualsiasi tipo di cibo, dalle verdure ai legumi, dalla carne alla frutta e, se macinata, può fornire un’ottima farina priva di glutine; i semi germogliati di quinoa sono estremamente ricchi di vitamine e possono essere aggiunti a insalate e altri piatti freddi, oppure si possono scegliere altri prodotti derivati da questo “super-alimento” come le gallette, che rappresentano un’ottima alternativa al pane.

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