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azienda agricola biologica

 

 

LA STORIA DI ADRIANO

Come si racconta il titolare di questa azienda agricola biologica: “Anche se non sono figlio di agricoltori, fin da piccolo ho sempre avuto una grande passione per tutto ciò riguarda la natura, l’ambiente e la campagna in generale. La mia famiglia ha un’azienda che opera nel settore tessile, produce spugne e biancheria per la casa fin dagli anni ‘50. La mia strada sembrava già tracciata, ma contrariamente a quanto tutti pensavano, il mio amore per la terra ha avuto il sopravvento.

Mentre studiavo per diventare ingegnere gestionale, iniziavo a sperimentare alcune piccole coltivazioni e a muovere i primi passi nell’agricoltura biologica: è stata quell’esperienza che mi ha permesso di capire come fosse quella la strada che volevo percorrere e come fosse l’agricoltura la mia vera passione. Ho comunque deciso di concludere il mio percorso di studi e nel 2014 mi sono laureato presso il Politecnico di Milano come ingegnere gestionale. A seguito di stage formativi in aziende importanti e dopo aver declinato proposte di lavoro molto allettanti, tra le quali quella di ingegnere informatico, ho avviato la mia piccola attività agricola a Leffe, in provincia di Bergamo.

Da subito sono stato conquistato da una coltivazione profondamente legata al mio territorio: si tratta del mais Spinato di Gandino, un’antica varietà autoctona, che era ormai stata dimenticata”.

coltivazione naturale


LA RISCOPERTA DEL MAIS SPINATO DI GANDINO E DELLA COLTIVAZIONE NATURALE

“Ho così iniziato a collaborare con un’associazione impegnata nella riproposta di questa pregiata coltura cerealicola (le cui origini risalgono al ritrovamento di alcune spighe di mais e di alcuni semi custoditi in un’antica cascina gandinese), tramite attività volte alla tutela e alla valorizzazione di questo antico seme.

Le sementi di questa varietà sono oggi conservate presso il CRA di Bergamo (Unità di Ricerca per la Maiscoltura del Ministero), nella Banca del Germoplasma di Pavia e nell’importantissimo Svalbard Global Seed Vault, famoso deposito per la conservazione mondiale dei semi; inoltre, nel 2015, il mais Spinato di Gandino è stato inserito con il supporto del Ministero delle politiche agricole nel registro nazionale delle Varietà da Conservazione.

Tutte queste esperienze si inseriscono in un progetto che vuole conferire una nuova identità alla Val Gandino, lasciandosi alle spalle la depressione post-tessile di cui ha sofferto dal 2007 al 2013.
Orgoglioso di perseguire questo obiettivo, mi sono fatto coinvolgere completamente e ho introdotto la coltivazione naturale del mais Spinato di Gandino nella mia azienda agricola biologica, dapprima su un piccolo appezzamento, poi aumentando poco a poco la superficie”.

C’ERANO UNA VOLTA… LE NOSTRE GALLETTE

“Fin da subito ho cercato di creare collaborazioni con alcuni artigiani della valle. Con i primi raccolti abbiamo realizzato prodotti interamente a base di mais Spinato di Gandino, come la farina per la polenta, i grissini e alcuni dolci. Le soddisfazioni non sono tardate ad arrivare e così ho deciso di muovere un altro importante passo, lanciandomi nella produzione di gallette. In seguito ho acquistato le attrezzature necessarie e ho allestito un laboratorio specializzato (un primato in Lombardia), inaugurato nel settembre 2015. Ho dunque iniziato a produrre un tipo di galletta naturale molto ricercato: la sua lavorazione prevede l’utilizzo di mais antichi senza alcuna raffinazione, a differenza di quanto avviene invece per la quasi totalità delle gallette sul mercato, prodotte con mais degerminato, decorticato e spezzato in parti uguali”.


"L'esperienza di Adriano Galizzi si inserisce nel quadro della trasformazione epocale che sta interessando il settore agricolo, un cambiamento che trova nel ricambio generazionale e nell'innovazione due leve per la valorizzazione dell'agroalimentare Made in Italy."


(Bergamo News, Febbraio 2016)

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