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Settembre 2017 | Odesa Kolici | Lifestyle

LA PRESENZA DELL’AGRICOLTURA BERGAMASCA NELL’ARTE

Lo sapevi che la fascia collinare (a cui appartiene gran parte della nostra provincia) è la regione che ha subito il più intenso mutamento sia nel paesaggio che nella struttura produttiva nel corso di un secolo?

Essendo una provincia molto fertile, la maggior parte della popolazione è impiegata nell’agricoltura almeno fino all’inizio del 1900.

Nella seconda metà degli anni Venti la Stazione di maiscoltura si occupava dello studio delle diverse razze e varietà di mais, ma anche di esperienze di carattere agronomico. Nella Bassa Bergamasca, inoltre, lo sviluppo dell’agricoltura era legato allo sfruttamento delle acque dell’Adda e del Brembo, attraverso una rete di canali. Se andiamo a curiosare tra gli archivi di Clusone e Zogno, possiamo trovare un documento dal quale risulta fondamentale il ruolo dell’agricoltura nell’economia delle nostre valli.

Clusone godeva di una buona ripresa per quanto riguarda l’allevamento bovino, ma nel settore agricolo il paese era colpito da un’arretratezza tecnica, dovuta alla scarsa introduzione di metodi, colture e rotazioni nuove. A questo si aggiunsero anche altri problemi, come il deprezzamento dei cereali e il calo di valore dei fondi. Proprio questo fattore era il più grave, dato che ci troviamo in una zona in cui è dominante la piccola proprietà fondiaria. Per quanto riguarda invece il periodo successivo, ovvero gli anni Trenta, alcuni documenti trattano della diffusione, anche se scarsa, di macchine agricole ed esperimenti attuati da una cerchia di possidenti locali. 

Nell’archivio di Zogno, invece, sono consultabili dati sulla produzione cerealicola e sull’andamento dei prezzi negli anni del fascismo, ma data la scarsa incidenza di tale indirizzo colturale nella valle Brembana, prevalgono le note propagandistiche.

Agricoltura e Ambiente

L’agricoltura e l’ambiente campestre, in quanto storicamente presenti nella vita quotidiana dei bergamaschi, sono stati e sono tuttora tra i soggetti preferiti degli artisti locali.

Se vi capita di visitare la Pinacoteca dell’Accademia Carrara di Bergamo, potrete ammirare, al secondo piano sul soffitto, un affresco realizzato da Domenico Riccardi. Esso è chiamata “Allegoria della città di Bergamo con il fiume Brembo e Serio” che introduce il nostro tema. Notiamo subito che la figura principale ha in mano un fascio di grano e il fatto che siano presenti entrambi i fiumi sottolinea ancora una volta l’importanza dell’agricoltura nella nostra valle.

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Un altro esempio è custodito in un luogo insospettabile: nell’edificio che ospita le Poste di Bergamo possiamo infatti trovare due dipinti di Mario Sironi. Il primo si intitola “Il lavoro in città. L’Architettura”, e il secondo è “Il lavoro nei campi. L’Agricoltura”.

Di forme quasi quadrate e grandi circa tre metri e mezzo per lato, i dipinti vengono realizzati fra il giugno del 1932 e il gennaio del 1934, periodo in cui sono incollati alle pareti. Il dipinto riguardante l’agricoltura rappresenta l’attività dei campi, con quattro contadini ed una madre col suo bambino. Dati tecnici a parte - spiegano gli esperti - “si nota come Sironi, grazie anche a un gioco prospettico, accentui le figure in primo piano rispetto a quelle collocate sullo sfondo, un effetto rafforzato dalla collocazione dei due dipinti, a circa due metri da terra, uno di fronte all’altro”, così da esaltare le immagini dell’architetto, nel primo, e del coltivatore, nel secondo. Alla rappresentazione realistica fa da contrappunto il canone classico adottato per le presenze femminili, vere e proprie allegorie per Architettura e Agricoltura.

Questi sono solo alcuni spunti fra i tanti presenti nella nostra provincia; voi quali altre opere conoscete?

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