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Settembre 2018 | Erica Balduzzi | Lifestyle

OLEOLITI FAI DA TE: ALLA SCOPERTA DEGLI OLEOLITI E DELLE LORO PROPRIETÀ

Avete mai sentito parlare degli oleoliti? Profumati, utilissimi e ricchi di proprietà, gli oleoliti sono macerati di piante aromatiche e medicinali in olio e permettono di godere dei principi attivi delle erbe in modo dolce e piacevole. Facili da preparare, richiedono soltanto un po' di pazienza.
oleoliti fai da te

Oleoliti fai da te, come si preparano?

 

Gli oleoliti sono altra cosa rispetto agli oli essenziali. Per preparare gli oleoliti, infatti, bisogna procurarsi dell'olio (ovviamente biologico, visto che finirà sulla nostra pelle!), le piante che ci interessano e alcuni barattoli, meglio se scuri. Se scuri non li avete, nessun problema: potete avvolgerli con la carta stagnola. Nella preparazione degli oleoliti si utilizza una base di olio, nella quale vengono fatte macerare le piante (secche o fresche a seconda dei casi). In questo modo l'azione combinata dell'olio e del tempo permetta l'estrazione dei principi attivi della pianta. Una volta passato il giusto tempo – che può andare dai 15 ai 30 giorni a seconda del tipo di macerazione– si filtra l'oleolito per eliminare i residui solidi: si ottiene così un olio profumato e ricco di proprietà, che si può utilizzate per impacchi, massaggi, per la cura del corpo o come base per la preparazione di creme e unguenti. 

 

oleoliti fai da te

Oleoliti fai da te, alcune indicazioni...


Quale olio usare?

L'olio che garantisce la migliore conservazione del prodotto è l'extravergine di oliva, ma la sua consistenza può risultare troppo densa, difficile da usare poi sulla pelle. Meglio quindi optare per oli più leggeri (di girasole o di riso, ad esempio), biologici e meno raffinati possibile.


Si mette a macerare la pianta secca o la pianta fresca?

Entrambe le scelte hanno i loro pro e contro. Usare la pianta fresca rende di sicuro l'oleolito più efficace, ma richiede una maggiore attenzione durante la macerazione: bisogna infatti avere l'accortezza di lasciar evaporare le eventuali parti di acqua della pianta per evitare che l'oleolito irrancidisca. Se si usano le piante secche non si corre questo rischio. Tuttavia, alcuni oleoliti – come quello di iperico o di calendula – si possono ricavare soltanto dalla pianta fresca.


Come avviene la macerazione?

La macerazione può essere di tre tipi: a freddo, sfruttando il calore solare oppure a bagnomaria. La macerazione a bagnomaria è la più veloce ma anche la più aggressiva: se si scalda troppo l'olio, si rischia infatti di alterare le proprietà della pianta e rendere l'oleolito inutilizzabile. La macerazione tramite calore solare prevede che l'olio e le parti della pianta vengano messe in un contenitore scuro ed esposti al sole per 15/20 giorni, avendo cura di tenere il tappo aperto e favorire l'evaporazione dell'acqua almeno per i primi giorni. Il procedimento a freddo, invece, è più lungo: pianta e olio vengono riposti al buio per circa 30/40 giorni.


Quanto si conservano?

Se vengono riposti in un luogo fresco e secco, gli oleoliti si possono conservare anche per due anni. Tuttavia, essendo prodotti totalmente naturali, può essere utile verificare che non irrancidiscano.


Quali proprietà hanno?

Le proprietà dei diversi oleoliti dipendono da quelle delle piante da cui sono ricavati. L'oleolito di lavanda è lenitivo, quelli di iperico e calendula hanno poteri cicatrizzanti e antiarrossamento e quello di camomilla può essere usato come impacco schiarente per i capelli. L'oleolito di edera agisce contro la cellulite e quello di rosmarino è un tonificante.

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