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COME SONO FATTE LE GALLETTE DI MAIS

COME SONO FATTE LE GALLETTE DI MAIS

Dal mais alle gallette

Quando Albert Einstein disse che “il mistero è la cosa più bella che possiamo provare”, sono certo che si riferisse alle gallette: croccantissime, amate da tutti e onnipresenti sugli scaffali dei supermercati, queste sfiziose cialde salate rappresentano un vero enigma per la maggior parte dei fan del chicco di mais.

Non è un caso infatti che tra i consumatori abituali di questo snack leggero siano in molti a chiedersi come sono fatte le gallette di mais. Ed è per rispondere a questa domanda, e svelare tutti i segreti nascosti dietro alla filiera delle gallette, che ho deciso di scrivere questo articolo.

Prima di scoprire da vicino come nascono questi snack, cerchiamo di capire di cosa si tratta quando si parla di gallette. Leggere e golose, le gallette di mais sono cialde dalla classica forma “a disco”, con uno spessore di qualche millimetro e un diametro che può variare dagli 8 ai 10 cm. Realizzate con pochi ingredienti, le gallette vengono consumate spesso al di fuori dei pasti, come spuntino, oppure a tavola in sostituzione del pane.

In commercio ne esistono diverse tipologie, realizzate con cereali differenti o con metodologie più o meno rispettose della materia prima. In questo articolo ho scelto però di raccontarti come sono fatte le gallette Agrigal: una galletta biologica, realizzata con solo mais e sale, leggera, nutriente e non fritta.

Come sono fatte le gallette

COME SONO FATTE LE GALLETTE DI MAIS: DALLA GRANELLA ALLA PREPARAZIONE

La sgranatura a mano

Tutto inizia dalle pannocchie di mais coltivate in biologico, raccolte e sgranate a mano, come si faceva un tempo. Questa operazione, eseguita tenendo tra le mani la pannocchia e torcendola in direzioni opposte, consente di ricavare la preziosa granella: i “semi” prodotti dalla pannocchia.

A questo punto, la granella viene inserita in un setaccio meccanico, che attraverso oscillazioni e rotazioni la ripulisce dalle impurità e dai residui di superficie, prima di essere umidificata e salata. Questo è un passaggio fondamentale per chi desidera un prodotto leggero e di facile digeribilità, perché dona al chicco una consistenza più morbida e consente una cottura e un gusto ideali, anche senza l’aggiunta di olio.

Durante questa fase di preparazione preliminare, si possono aggiungere condimenti e aromi per ottenere una galletta speziata, oppure limitarsi all’aggiunta di sale per realizzare una galletta dal gusto naturale di mais.

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IMBALLAGGIO

COME SONO FATTE LE GALLETTE: LA COTTURA

Quando la granella diventa galletta

Il metodo di cottura si avvale di un macchinario con pressa e piastra riscaldata, una combinazione che consente di raggiungere temperature elevate e controllate.

Ottenuto il grado di umidità e sapidità desiderato, la granella è pronta per essere trasformata in galletta. La prima cosa da fare è inserirla nel macchinario, impostando correttamente il dosaggio: ogni galletta pesa circa 7–10 grammi.

A questo punto il macchinario doserà la granella all’interno di stampi circolari, nei quali avviene la cottura. Grazie a presse e piastra riscaldata, la granella raggiunge una temperatura esterna di 250° e viene sottoposta a pressione elevata, assumendo la classica forma discoidale.

Durante questo processo le alte temperature e la pressione fanno “scoppiare” i chicchi di mais, liberando l’amido che diventa collante naturale. È grazie a questi passaggi se possiamo gustare gallette sottili, croccanti e dal gusto autentico.

COME SONO FATTE LE GALLETTE: IL CONFEZIONAMENTO E LO STOCCAGGIO

Pronte da sgranocchiare

Ora le gallette sono pronte e non resta che imbustarle, affidandosi nuovamente alla più moderna tecnologia. Dopo la cottura infatti, le gallette vengono adagiate su un nastro trasportatore, accumulate nella quantità impostata e immesse in una confezionatrice.

È durante questa fase che è necessario porre particolare attenzione, perché da un corretto confezionamento consegue anche una conservazione sicura. Le gallette Agrigal vengono sigillate in un pack con film a barriera d’ossigeno, una soluzione innovativa che garantisce un prodotto ottimale anche dopo 10 mesi, senza che ne risenta la croccantezza.

Una volta applicata l’etichetta sulla confezione di gallette è il momento di stoccarle: ed è qui che entra nuovamente in gioco l’occhio esperto dell’artigiano produttore. Prima di riempire gli scatoloni ordinatamente con 12 confezioni, è fondamentale eseguire un rigoroso controllo per assicurare al consumatore un prodotto di elevata qualità.

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